Meritato riposo!

29 07 2007

Spengo anch’io il pc per riposarmi, finalmente, da quest’anno lavorativo.

Non trascino il portatile con me. Né, tantomento, cercherò una qualsiasi connessione a banda stretta, larga o senza fili.

Andrò qui. E poi qui.

Ultime energie impiegate per scrivere: buone vacanze! 🙂

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BellArte

29 07 2007

Inauguro, con questo, una serie di post a cadenza irregolare sull’arte bella. Quella che coinvolgeva, o coinvolge, i sensi (estetica). E che aveva, o ha ancora, attinenza con il bello. Ad ogni opera affianco una frase, con o senza riferimento esplicito all’opera stessa, che aiuti a ri-trovare il senso dell’arte.


Francesco Trombadori – Natura morta con piatto olandese, 1923 ca.
olio su tela cm. 56 x 60 – Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna

 

«L’arte rimuove i ripari che nascondono l’espressività delle cose sperimentate; ci scuote dalla rilassatezza alla consuetudine e ci rende capaci di dimenticare noi stessi per ritrovarci nel diletto di sperimentare il mondo che c’è intorno a noi nelle sue varie qualità e norme. Intercetta ogni ombra di espressività trovata negli oggetti e li riordina in una nuova esperienza di vita.»
John Dewey, Arte come esperienza, 1934





Medjugorje: messaggio della Madonna del 25 luglio

25 07 2007

“Cari figli, oggi, nel giorno del patrono della vostra parrocchia, vi invito ad imitare la vita dei santi. Che essi vi siano di esempio e di stimolo alla vita di santità. Che la preghiera sia per voi come l’aria che respirate e non un peso. Figlioli, Dio vi rivelerà il suo amore e voi sperimenterete la gioia di essere miei prediletti. Dio vi benedirà e vi darà l’abbondanza della grazia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Mio commento

È il giorno di san Giacomo, a cui è dedicata la parrocchia di Medjugorje. La parola “patrono” deriva da “padre”. Ogni città è sotto la protezione paterna di un santo. Ogni santo intercede in particolare per una città, la protegge invocando per lei i favori di Dio. La maggior parte delle volte, però, ci dimentichiamo di pregare per la sua intercessione e ci curiamo ben poco della sua presenza.

Oggi la Madonna ci invita ad imitare la vita dei santi. Non è la prima volta dall’inizio delle apparizioni che Maria ci chiama alla santità, ad un cammino di santità. In questo messaggio ci dice che questo cammino è possibile, che è già stato percorso con successo da quelli che chiamiamo “santi”. E ci dice di imitarne la vita, di prendere esempio da come hanno vissuto loro. In passato, al gruppo di preghiera di Medjugorje, aveva detto di leggere la vita di santa Maria Goretti. Penso che ognuno possa prendere come esempio un santo, quello che lo colpisce e affascina di più. Ovvio che prima dobbiamo conoscerlo, e quindi l’invito è di leggere le vite dei santi, per poi poterli imitare.

Mi ha colpito il passaggio dall’invito all’imitazione dei santi ad un frase sulla preghiera. Forse è proprio questa la prima cosa che dobbiamo imitare dei santi: la loro vita di preghiera, di unione con Dio. Non c’è santo che non abbia percorso un cammino di preghiera. Possiamo quindi affermare che senza preghiera non si percorre alcuna via di santità. Mi vengono in mente santi che avevano modi poco “ortodossi” di pregare e altri che sembravano divenire “colonne di fuoco” tanto erano immersi nella contemplazione di Dio. Si racconta che dopo diversi giorni di preghiera fervente di un padre del deserto, alcuni demoni erano andati a chiedere a Dio di farlo smettere, perché era per loro più insopportabile delle pene dell’inferno.

Avviciniamoci e perseveriamo anche noi nella preghiera, che deve diventare, dice la Madonna, come l’aria che respiriamo. Ovvero deve diventare vitale, ma anche continua, e piacevole, e necessaria. Altra caratteristica della respirazione è che avviene anche quando non ci sforziamo di attuarla. Non dobbiamo metterci a tavolino per iniziare a respirare. Così deve diventare la nostra preghiera. Quella che viene chiamata “preghiera incessante” non è una continua ripetizione di formule o frasi, ma un costante “essere tesi” verso Dio, cercando la sua presenza e la sua volontà in ogni cosa che viviamo.

Nella preghiera Dio ci rivelerà il suo amore. Cosa c’è di più grande di questo: sentirsi amati dall’Amore. Non che Dio non ci ami se non preghiamo: siamo noi che non riusciamo a sentirlo, questo immenso amore, se non ci sintonizziamo con Lui nella preghiera. Maria aggiunge “… e voi sperimenterete la gioia di essere miei prediletti”. Un’altra gioia davvero grande: essere coscienti dell’amore della Madonna per i suoi figli. Per tutti i suoi figli la Madre celeste ha lo stesso amore. Purtroppo non tutti possono sperimentare questa gioia, perché il loro cuore si è indurito. Diciamolo anche a loro: “apri il tuo cuore nella preghiera!”.

“Dio vi benedirà e vi darà l’abbondanza della grazia”. Benedire, da parte di Dio, è aiutare, custodire, elargire grazie. Come Maria stessa, la “piena di grazia”, anche noi saremo ricolmi del favore di Dio.

La Madonna conclude il messaggio, come sempre, con questa frase: “Grazie per aver risposto alla mia chiamata.” Ringraziamo anche noi con un “Grazie per averci chiamati”.





I sogni nel cammino spirituale

25 07 2007

Prendo il titolo di questo post dall’omonimo libro di Anselm Grün, che fin dalla prima pagina afferma che «per gli antichi il sogno era il luogo da cui Dio ci parla».

Mi sono interrogato spesso, in questi ultimi mesi, su questo argomento, su cui tra l’altro non abbonda di certo la letteratura in proposito. Il mio interrogarmi è stato guidato da necessità reali di capire il significato di sogni effettivamente avuti. Ma anche, e soprattutto, di sapere se queste indicazioni provenivano dall’alto, se era il Signore a parlarmi in questi sogni.

Per chi è in cammino non stupisce questa seconda domanda. Egli sa benissimo che il Signore ci parla, si fa conoscere, entra in contatto con noi in tanti modi:

1. mediante la Parola: il cristianesimo non è una religione del libro, ma della Parola, con la lettera maiuscola. La Parola è Dio stesso che si rivela attraverso l’azione dello Spirito Santo, che la fa comprendere al cuore dell’uomo. La Sacra Scrittura è uno dei modi privilegiati con cui Dio parla al cuore dell’uomo.
2. attraverso gli altri: Dio ci parla anche per mezzo degli altri: testimoni della loro fede con la loro vita e le loro opere. Spesso parla anche attraverso persone che non sono credenti, ma che in quel contesto Dio utilizza come strumenti della sua parola.
3. attraverso i fatti e gli avvenimenti della vita: Dio agisce concretamente, realmente, in modo creativo e autonomo nella storia del mondo e dell’uomo. Dietro ogni fatto personale o del mondo possiamo scorgere la mano di Dio (un fallimento, una malattia, una gioia, un incontro, etc.). In ambiente francescano esiste un detto che suona così: “Il caso è la firma di Dio quando vuole restare anonimo”.
4. dall’interno: attraverso la nostra coscienza, moti dell’animo, desideri, visioni, sogni, pensieri non determinati dalla nostra volontà (strumento questo che usano anche Satana e i suoi demoni).

Mi era capitato in passato di avere dei sogni che si presentavano come un avviso, gratuito e benedetto, tale da mettermi in guardia su alcune situazioni. Stavolta, però, le condizioni esterne e le strutture dei sogni erano più complesse: alcuni di questi facevano pensare ad un consiglio di Dio, tanti altri sembravano fatti apposta per spaventarmi.

Ho chiesto aiuto al coordinatore di un gruppo di preghiera, senza entrare nel merito dei miei sogni. Mi ha risposto che aveva frequentato un piccolo corso sull’argomento e che in quella sede avevano parlato di tre tipi di sogni: quelli profetici (che vengono da Dio), quelli di “messa a terra” (che vengono dalla nostra psiche) e quelli di disturbo (che vengono dai demoni).

Nel suo libro Grün parla dei sogni avuti da tanti personaggi biblici (da Giacobbe, a Samuele, a Giuseppe di Nazaret) e di come nella chiesa delle origini si attribuiva al sogno una funzione positiva. Quello su cui non concordo, e che mi lascia perplesso, è il tentativo di un’interpretazione spirituale (simile a quella psicologica) dei sogni. Trovo questo approccio pericoloso e fuorviante se per prima cosa non si è appurato che in quel sogno è stato davvero Dio a parlarci. Non credo, inoltre, che il Signore utilizzi messaggi cifrati nascosti dietro immagini criptiche (che un cane indichi le nostre paure, etc.): mi sembra che nella Bibbia i messaggi di Dio nei sogni fossero chiari, diretti e senza dubbi sul mittente.

Mi ritrovavo in crisi su come interpretare questi sogni e, alla fine, come sempre, ho seguito le indicazioni della Bibbia, evitando di occupare invano la mia mente, sicuro che il Signore avrebbe usato un altro medium visto che questo era già troppo intasato:

«Speranze vane e fallaci sono proprie dell’uomo insensato,
i sogni danno le ali agli stolti.
Come uno che afferra le ombre e insegue il vento,
così chi si appoggia ai sogni.
Questo dopo quello: tale la visione di sogni,
di fronte a un volto l’immagine di un volto.
Dall’impuro che cosa potrà uscire di puro?
E dal falso che cosa potrà uscire di vero?
Oracoli, auspici e sogni sono cose vane,
come vaneggia la mente di una donna in doglie.
Se non sono inviati dall’Altissimo in una sua visita,
non permettere che se ne occupi la tua mente.
I sogni hanno indotto molti in errore,
hanno deviato quanti avevano in essi sperato.»
(Siracide 34, 1-7)





Medjugorje: messaggio della Madonna del 20 luglio

23 07 2007

[Via Informazioni da Medjugorje]

Carissimi, Krizan ci ha appena comunicato il messaggio definitivo dato dalla Gospa a Ivan nell’apparizione del 20 Luglio 2007 alla Croce blu:

Stasera appena è arrivata la Gospa ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Poi ha pregato un tempo lungo su tutti noi con le mani stese. In seguito io ho raccomandato alla Gospa tutti voi, i vostri bisogni, le vostre intenzioni, le vostre famiglie e in particolare i malati. Dopo ciò la Gospa ha detto:

“Cari figli, oggi vi invito a riportare la preghiera nelle famiglie. Cari figli, pregate e crescete nella santità nelle famiglie. Pregate, figlioli, insieme con la Madre per le famiglie, pregate per i giovani. Grazie, cari figli, per aver risposto alla mia chiamata!”.

Poi abbiamo pregato con la Gospa un Padre nostro e un Gloria al Padre e poi la Gospa se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”.





I mercati sono conversazioni

21 07 2007

Qualche giorno fa ho richiamato una cliente di Roma che aveva problemi nell’accedere al sito Prontospesa. Le ho risolto il piccolo inconveniente tecnico (era la prima volta che si registrava sul sito) e abbiamo parlato un paio di minuti: lei era solita fare la spesa online da un nostro concorrente a Milano, ed ora a Roma vuole continuare questa abitudine. Mi ha riferito di aver trovato alcune differenze nella navigazione del sito e ha condiviso le miei considerazioni in proposito. Le ho poi lasciato il mio numero diretto perché mi chiamasse per qualsiasi problema avesse incontrato.

Dopo un paio di giorni la signora A. (chiamerò così la nostra cliente) mi richiama al numero che le avevo lasciato. Provo a trascrivere come è andata la conversazione.

Signora A. Buongiorno signor Marcello, l’ho chiamata qualche giorno fa. Si ricorda?

Marcello Certo. Ha avuto altri problemi sul sito?

Signora A. No. La chiamo per due cose che volevo farle notare. Ho chiamato nel negozio che serve la mia zona, ma non sono riusciti ad aiutarmi. Il titolare è andato via per qualche giorno e mi ha risposto una signora (la mamma) molto gentile, che però ha detto che di Internet non ci capiva molto.

Marcello Sì. So che Daniele (il titolare) è andato in vacanza per qualche giorno. Si è portato dietro il portatile per aiutare i suoi ragazzi nel caso abbiano qualche problema. Dica pure a me, se posso aiutarla.

Signora A. La prima cosa è che tantissimi prodotti che acquisto di solito non sono presenti sul sito. Si tratta di prodotti molto comuni, mi sembra che proprio l’assortimento del negozio sia piuttosto scarso.

Marcello Sì. È un problema che ho già fatto notare al titolare del punto vendita e su cui stanno lavorando in questo periodo.

Signora A. Sono davvero tanti i prodotti che non trovo. Ho già preparato la lista personale per fare prima la spesa, ma non posso inviarla senza la metà dei prodotti che acquisto di solito. Ci sono delle intere categorie con pochissimi prodotti, ad esempio i gelati: ce ne sono davvero pochi; ed è estate! Poi ad esempio il tonno che prendo io (dice la marca) non è presente. In generale si tratta di prodotti di largo consumo che si trovano in tutti i supermercati. A Milano, dove mi servivo prima, l’assortimento era molto più ampio.

Marcello Per curiosità, da chi si serviva a Milano?

Signora A. Da Esselunga. Il servizio era davvero buono.

Marcello Sì. So che sono davvero bravi. Per il problema dei prodotti possiamo fare così: di sicuro ci sono diversi prodotti che sono presenti nel negozio di Roma, ma che non hanno ancora inserito sul sito…è un bel po’ che insisto con il punto vendita, ma sono un po’ birichini..

Signora A. Se vuole vado io a dargli una sistemata 🙂 Per lavoro mi è già capitato di svolgere dei compiti simili

Marcello Magari! Chissà che non riusciamo a far quadrare il tutto! 🙂

Signora A. 🙂 Mi permetto di scherzare perché ho visto che siete davvero disponibili e cortesi. Anche al negozio, ho chiamato già due volte e sono stati sempre gentilissimi. Spero di riuscire a fare la spesa da voi.

Marcello Sì. Come le dicevo, una parte di prodotti penso siano solo da inserire sul sito. Se lei mi manda una e-mail con la lista di quelli che non trova, io parlo con il punto vendita, inseriamo quelli mancanti sul sito e cerchiamo di aggiungerne altri nell’assortimento del negozio.

Signora A. Grazie mille! Sarebbe una bella soluzione!

Marcello (Le lascio il mio indirizzo e-mail personale)

Signora A. L’altra cosa è che a Milano facendo la spesa raccoglievo dei punti (da Esselunga) che davano diritto a regali arrivati ad una certa soglia di spesa…

Marcello Noi, purtroppo, al momento non facciamo nessuna raccolta punti. C’è una raccolta del Crai a livello nazionale, ma essendo Prontospesa un’iniziativa autonoma al momento abbiamo deciso di non abbinarla agli acquisti online. Ci sarebbero diversi problemi da risolvere a livello tecnico (informatico)…e poi

Signora A. Va bene, non fa niente

Marcello Visto che stiamo parlando molto liberamente, le dico anche un altro motivo: sarebbe un costo notevole per noi, visto anche i costi che sosteniamo per il servizio, che poi alla fine, in qualche modo, verrebbe a ricadere sui clienti

Signora A. No, davvero, non è così importante. Trovo più importante il discorso dei prodotti di prima, e poi, questo rapporto che avete con i clienti mi piace molto. Basta chiamare e ci siete, è bello…

Marcello In effetti non abbiamo il filtro dei call center e cerchiamo di seguire i clienti in prima persona

Signora A. Mi piace davvero molto. Questo con il vostro concorrente non era possibile. Comunque grazie davvero della sua gentilezza. Preparo l’e-mail con i prodotti che vorrei e gliela spedisco al più presto.

Marcello Ok. Appena la ricevo contatto il negozio e le faccio sapere qualcosa. A presto, se ha qualche problema mi chiami pure.





Peccato, non capire cos’è

18 07 2007

Un opera di Francis BaconTante parole sono diventate poli-significative, non hanno più la stessa luce sulla bocca e nel cuore di chi le pronuncia. È il caso di “amore”: in qualcuno avrà il sapore del dono di sé, in altri di un vago sentimentalismo, in altri ancora di un misto di sessualità e romanticismo.

Altre parole sono diventate (non per tutti, per fortuna) quanto meno sospette. Fanno drizzare le orecchie, storcere un po’ il naso, attivare una sorta di auto-difesa preventiva, uno schermo protettivo per evitare al loro significato di raggiungerci, di toccarci, di invaderci. Così il povero (si fa per dire) “peccato” sta scomparendo dal nostro vocabolario, tra un senso di imbarazzo nel pronunciarlo, una rimozione psicologica in favore della libera autonomia del singolo, una (mal)sana nausea per ogni presunto o reale moralismo.

Come un uomo rimane una “sagoma” finché non ne conosciamo la persona, così una parola rimane un’ombra fintanto che non ci raggiunge il suo significato. Ho voluto raccogliere in questo post alcune parole per di-spiegare il senso perduto del peccato. O, almeno, per aprire un varco a questa povera parolina, che tanti distrugge ed aliena. Per sapere, in questi casi, a chi dire grazie.

1. Dal commento di Gianfranco Ravasi al Salmo 50 (51):

“Tre sono i vocaboli ebraici usati (per definire il peccato). Il primo è hatta’, letteralmente «mancare il bersaglio»: il peccato è un’aberrazione che ci porta lontano da Dio e dal prossimo. È una relazione che si infrange, è una meta luminosa che si allontana. Il secondo termine è ′awôn e suppone simbolicamente un «torcere», un «curvare»; riproduce quindi l’impressione di una deviazione tortuosa, è l’«inversione di ciò che è bene, la distorsione e la frattura di ciò che è diritto, la caricatura di ciò che è bello».
Proprio per questa duplice dimensione spaziale di hatta’ e di ′awôn la conversione del peccatore è dipinta nella Bibbia come un «ritorno» (shûb), una correzione di rotta. La conversione comporta una decisione personale che elide quella negativa dell’«allontanamento» da Dio. Il terzo vocabolo del peccato è pesha′: esso esprime la «ribellione» del vassallo nei confronti del sovrano, marca quindi la rivolta dell’uomo, «titano nano» (come diceva lo scrittore francese V. Hugo), nei confronti del Signore e del suo progetto.”

2. Da “Terapia delle malattie spirituali” di Jean-Claude Larchet:

“È sempre in rapporto alla natura costitutiva dell’uomo, al suo dover-essere teantropico, che i Padri definiscono il male e il peccato. È un male e costituisce un peccato ogni azione che allontana l’uomo da Dio e dal suo divenire dio (la deificazione alla quale l’uomo è per natura chiamato), in altri termini, ogni azione per la quale l’uomo allontana le sue facoltà dal loro fine naturale”.

3. Da “La verità vi farà liberi” (Catechismo degli adulti):

“La fede ci rivela la malizia profonda del peccato. Esso è infedeltà all’alleanza, rifiuto dell’amore di Dio, ingratitudine, idolatria. Gli uomini non accolgono la propria esistenza come un dono, non rendono grazie al loro Creatore e Padre. A Dio preferiscono un valore parziale assolutizzato, una qualche figura del potere, dell’avere, del sapere, del piacere. Fanno a meno di lui, come fossero autosufficienti. E dire che ogni energia viene da lui, anche quella che occorre per ribellarsi!”.

4. Dal “Catechismo della Chiesa Cattolica“:

“La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama «omicida fin dal principio» (Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre. «Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo» (1 Gv 3,8). Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l’uomo a disubbidire a Dio”.

5. Da “Il perdono medicina di Dio” di Daniel-Ange:

“Nulla è distruttivo come il peccato. I danni che provoca sono incalcolabili. Le sue risonanze sono spaventose. Disgrega l’uomo e l’umanità: è il rifiuto di amare. Dio odio il peccato tanto quanto ama il peccatore, e perché l’ama, secondo lo stesso principio. Allora, come denunciare il peccato, senza annunciare il perdono? Come diagnosticare il male, senza offrire il rimedio? Sarebbe criminale. Infatti, se il rifiuto dell’amore è la morte, il perdono d’Amore è vita”.

“La misericordia non è eterna. Non esiste dall’eternità. È nata quella sera (nota: la sera del peccato originale, in cui si è infranta la triplice comunione: umanità-Dio; umanità-cosmo; uomo-donna). L’Amore che è eterno si è trasformato in misericordia. La Misericordia è la forza d’amore che è sconvolta dalla miseria, dalla sofferenza, dal male che rode quelli che si amano più di tutti al mondo.
Nasce da un cuore spezzato. E fino ad allora, il Cuore di Dio non era ferito.
Ma non è eterna neppure all’altro capo della catena. Non durerà per sempre. L’ultima sera del mondo, o piuttosto il primo mattino del mondo nuovo, cesserà di esistere. Con la venuta nella gloria di Gesù, si eclisserà davanti ai raggi del suo Volto glorioso. Con la sua vittoria definitiva su ogni male e dunque su ogni sofferenza, potrà dire: «Padre, ho compiuto la tua opera! Ho realizzato la missione che mi avevi affidato. Tutto è compiuto, ora e per sempre!».”