La miglior newsletter

9 07 2007

news.gifSono diversi anni che mi abbono a tutte le newsletter commerciali del mio settore (GDO e supermercati online) e a tante altre delle più diverse aziende italiane e straniere. Lo faccio per tenermi aggiornato sulle tendenze del marketing contemporaneo, per confrontare le differenti modalità della comunicazione online, per scoprire nuove idee, per valutare le proposte grafiche e tecnologiche (da un’e-mail si possono scoprire molte cose sui sistemi di invio e di tracking utilizzati), per semplice curiosità.

Tra tutto questo materiale mi sono chiesto più volte: qual è la newsletter migliore che hai ricevuto in questi anni?

Ho scelto un vincitore, su tutti, per diversi motivi:

1. La struttura fondamentale: newsletter testuale con un tono rigorosamente comunicativo e personale.

2. Lo stile amichevole, confidenziale.

3. La scrittura limpida, informale, mai banale.

4. La capacità di creare una storia, come se ogni newsletter fosse un capitolo narrativo.

5. Il coraggio (che dovrebbe essere scontato per ogni operatore commerciale) di mettersi in gioco, di mostrare i propri interessi, le proprie passioni e debolezze.

6. L’emergere della relatività della vendita. Non che non sia quello lo scopo, ma nella comunicazione non sembra essere l’unico motivo per cui si sente una voce.

Chi è dunque questo vincitore? Antonio Tombolini, con le comunicazione che inviava ai clienti di Esperya quando c’era lui al timone. Visto che non è facile trovare le newsletter in questione, ne metto una qui, una qui e una qui.

Se dovessi invece premiare una newsletter per la migliore grafica, non avrei alcun dubbio nel dare la coppa a Yoox.

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Direct Marketing e GDO

13 06 2007

Ieri ho trascorso la mattinata a chiacchierare con un collega di direct marketing e delle possibili iniziative che si possono sviluppare nei nostri punti vendita: supermercati di quartiere, superette, negozi di vicinato.

Al di là degli strumenti disponibili e delle operazioni attuabili, ho nuovamente preso atto di alcune considerazioni generali a cui penso da tempo:

  • Si può parlare di relazione, e quindi di marketing relazionale, nel settore della vendita di beni di largo consumo? Esiste in questo settore una relazione o ci sono soltanto transazioni?
  • Cosa possiamo fare per uscire dal tunnel della guerra dei prezzi? Ha senso utilizzare strumenti che permetterebbero di gestire e migliorare una relazione di clientela soltanto per proporre sconti e promozioni?
  • Che grado di dipendenza hanno i nostri clienti? A me sembra semplicemente una dipendenza opportunistica (vicinanza del punto vendita, prezzi bassi) più che di vera e propria volontà di mantenere il rapporto.
  • Che cosa offriamo o possiamo offrire per modificare questa relazione?

A mio avviso dovremmo percorrere quei sentieri interrotti che nella GDO sono oramai coperti da fitte erbacce: il servizio, la relazione di clientela, l’economia delle esperienze.

Ricordandoci che:

  • Il servizio è un prendersi cura e non un essere cordiali.
  • La relazione ha a che fare con rapporti sociali e non semplicemente con la personalizzazione di un messaggio.
  • Abbiamo un’esperienza quando il materiale sperimentato procede verso il compimento. Allora e soltanto allora essa si integra e si distingue dalle altre esperienze nella corrente generale dell’esperienza.