Hanno clonato Prontospesa

29 10 2007

La navigazione di ieri sera è stata interrotta da qualche GULP! e anche da qualche VAFF!

Ho trovato una specie di azienda che offre prodotti web tra le cui soluzioni e-commerce spicca un sito “prendi e parti” per la spesa online. Peccato che i signori in questione (di cui, per ora, non faccio nomi e cognomi) abbiano clonato il sito “Prontospesa“. La mia povera creatura non solo è stata privata della sua specificità grafica, ma anche della sua brand personality (hanno taroccato anche il logo) e dei suoi prodotti a cui teneva tanto (hanno ciulato anche le foto degli articoli).

Metto un paio di screenshot dei due siti: guardare per credere (sempre per non svelare i signori in questione, l’URL dei copioni è cancellata).

sito prontospesail clone del sito Prontospesa

Ovvio che la raccomandata A.R. di stamattina era dovuta. Ovvio che se non tolgono il clone da in giro andrò per vie legali. Grazie però per una cosa: hanno dimenticato di togliere il nome Prontospesa da una delle pagine online, così ho trovato il clone facendo egosurfing.

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Le 7 T del marketing utopico

28 10 2007

Via minimarketing, una lista che andrebbe stampata in ogni ufficio marketing.

TALK: facile dire “conversiamo”, più difficile accettare le critiche. Rispondo con toni umani

TELL: ho un passato, un presente e un futuro e lo so raccontare – come lo racconterei ai miei amici

TEST: in un mercato complesso, inutile stare troppo a simulare. Non temo il fallimento più dell’immobilismo

TRUST: credo che i miei clienti non cerchino sempre di fregarmi

TRUE: l’interesse che ho per il miglioramento della vita dei miei clienti è genuino

TRANSPARENCY: faccio errori e credo che sia meglio ammettere e scusarsi, che nascondere

TRY: incentivo la prova





Medjugorje: messaggio della Madonna del 25 ottobre

26 10 2007

«Cari figli, Dio mi ha mandato tra voi per amore per condurvi verso la via della salvezza. In molti avete aperto i vostri cuori e avete accettato i miei messaggi, ma molti si sono persi su questa strada e non hanno mai conosciuto con tutto il cuore il Dio d’amore. Perciò vi invito, siate voi amore e luce dove è tenebra e peccato. Sono con voi e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»





Detto & Detti

18 10 2007

«Credo che ci troviamo di fronte a una campagna di mistificazione che vuole presentare come un privilegio le condizioni per l’esercizio della missione della Chiesa come di altri soggetti che operano nel sociale… Esiste una cultura egemone che non rispetta la presenza sociale della Chiesa, non la tollera, non la vuole».

Mons. Giuseppe Betori, Segretario Cei. [Via Andrea Tornielli]





Net Neutrality: la nuova battaglia

16 10 2007

Una preoccupazione comune, che in questi giorni viene condivisa da Noam Chomsky nel blog di Grillo e dall’amico Vittorio Pasteris.

Come nel post di Vittorio, riporto anch’io le parole di Tim Berners Lee:

«Vent’anni fa, gli inventori di Internet progettarono un’architettura semplice e generale. Qualunque computer poteva mandare pacchetti di dati a qualunque altro computer. La rete non guardava all’interno dei pacchetti. È stata la purezza di quel progetto, e la rigorosa indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere e essere utile. Quel progetto ha permesso all’hardware e alle tecnologie di trasmissione a supporto di Internet di evolvere fino a renderlo migliaia di volte più veloce, nel contempo permettendo l’uso delle stesse applicazioni di allora. Ha permesso alle applicazioni internet di venire introdotte e di evolvere indipendentemente.

Quando ho progettato il Web non ho avuto bisogno di chiedere il permesso a nessuno. Le nuove applicazioni arrivavano sul mercato già esistente di Internet senza modificarlo. Allora provai a rendere la tecnologia del web una piattaforma al contempo universale e neutrale, e ancora oggi moltissime persone lavorano duramente con questo scopo. Il web non deve assolutamente discriminare sulla base di hardware particolare, software, rete sottostante, lingua, cultura, handicap o tipologia di dati.

Chiunque può scrivere un’applicazione per il Web, senza chiedere a me, o a Vint Cerf, o al proprio ISP, o alla compagnia telefonica, o al produttore del sistema operativo, o al governo, o al fornitore dell’hardware.

La neutralità della rete è questo:

Se io pago per connettermi alla rete con una certa qualità di servizio, e tu paghi per connetterti con la stessa (o una migliore) qualità di servizio, allora possiamo iniziare una comunicazione con quel livello di qualità.

Questo è tutto. I fornitori del servizio internet (ISPs) hanno il compito di interagire tra loro affinché questo avvenga.

La neutralità della rete NON è chiedere l’accesso ad internet gratuito.

La neutralità della rete NON è affermare che qualcuno non dovrebbe dover pagare di più per una maggiore qualità di servizio. È sempre stato così, e sempre lo sarà.»

Queste, invece, le parole di Chomsky:

«C’è una nuova battaglia da combattere: se Internet debba rimanere libera e gratuita, come lo è se rimane in mani pubbliche, o se debba essere controllata. Controllare Internet non è facile ma ci sono i modi per farlo. Ci sono pochi sistemi per accedere alla Rete: se venissero privatizzati li vorrebbero controllare. Questa è una delle più grandi battaglie negli Stati Uniti, ora.»





BellArte

13 10 2007

Giovanni Iudice – Il piccolo Tommaso
olio su tela incollata su tavola – 2005

«Ogni grande poeta poeta movendo da un unico poema. (…) Il poema di un poeta rimane inespresso. Nessuno dei singoli componimenti poetici, nemmeno il loro insieme, dice tutto. E nondimeno ogni componimento poetico parla movendo dal tutto di un unico poema, e questo ciascun componimento viene di volta in volta dicendo.»
Martin Heidegger





Pensavo fosse birra

10 10 2007

«Pensavo fosse birra, invece era un bebè».
Milla Jovovich rivela di aver scambiato la gravidanza per una pancetta alcolica. «Ero incinta e non lo sapevo». «Ero di sei settimane e mezzo ma non sapevo di essere incinta – ha raccontato la Jovovich -. Così ho cercato di capire perché ero ingrassata e ho dedotto che potesse essere la birra, visto che avevo un po’ esagerato in quel periodo». (Via Corriere della Sera)

«La fecondità è un dono, un fine del matrimonio; infatti l’amore coniugale tende per sua natura ad essere fecondo. Il figlio non viene ad aggiungersi dall’esterno al reciproco amore degli sposi; sboccia al cuore stesso del loro mutuo dono, di cui è frutto e compimento. La fecondità è un dono, un fine del matrimonio; infatti l’amore coniugale tende per sua natura ad essere fecondo. Il figlio non viene ad aggiungersi dall’esterno al reciproco amore degli sposi; sboccia al cuore stesso del loro mutuo dono, di cui è frutto e compimento.» (dal Catechismo della Chiesa Cattolica, 2366)