La Parola in catene

27 04 2008

Jan Mostaert, Christ Crowned with Thorns

«C’è un dipinto di un autore fiammingo del sec. XVI (J. Mostaert), che mi impressiona sempre tanto, soprattutto perché non fa che riunire i dati dei diversi evangelisti su questo momento della passione, rendendo la scena visibile e osservabile. Gesù ha in capo un fascio di spine appena colte, come mostrano le foglie verdi che ancora penzolano dai rametti. Dal capo scendono gocce di sangue che si mescolano alle lacrime che gli scendono dagli occhi. È un pianto quasi dirotto; ma si capisce immediatamente, guardandolo, che non sta piangendo su di sé, ma su chi lo guarda; piange su di me che non capisco ancora. Lui stesso, del resto, dirà alle donne: «Non piangete su di me» (Lc 23, 28). Ha la bocca semiaperta, come chi fa fatica a respirare ed è in preda a un’angoscia mortale. Sulle spalle è appoggiato un mantello pesante e consunto, che dà più l’idea di metallo che di stoffa. Scendendo ancora con lo sguardo, si incontrano i suoi polsi legati con una rozza fune e a diverse riprese; in una mano gli hanno messo una canna e nell’altra un fascio di verghe, simboli beffardi della sua regalità. Sono soprattutto le mani a far venire i brividi quando si guarda. Gesù non può più muovere neppure un dito; è l’uomo ridotto all’impotenza più totale, come immobilizzato. Quando mi soffermo a contemplare questa immagine, specie se sono in partenza per andare a predicare la parola di Dio, l’anima mi si riempie di rossore, perché misuro tutta la distanza che c’è tra me e lui: io, il servo, libero di andare, fare e disfare; lui, il Signore, avvinto e imprigionato. La Parola in catene e il messaggero in libertà!»

Raniero Cantalamessa, da “La vita in Cristo





Ogni fatica è inutile senza il Signore

27 04 2008

Salmo 127 (126), 1-2

1 Canto delle ascensioni. Di Salomone.
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
2 Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.

Salmo 37 (36), 5

Ghimel
Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;

Deuteronomio 8,11-18

11 Guardati bene dal dimenticare il Signore tuo Dio così da non osservare i suoi comandi, le sue norme e le sue leggi che oggi ti dò. 12 Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, 13 quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare ogni tua cosa, 14 il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione servile; 15 che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; 16 che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri, per umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire.
17 Guardati dunque dal pensare: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze. 18 Ricordati invece del Signore tuo Dio perché Egli ti dà la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l’alleanza che ha giurata ai tuoi padri.

Proverbi 3,5-6

5 Confida nel Signore con tutto il cuore
e non appoggiarti sulla tua intelligenza;

6 in tutti i tuoi passi pensa a lui
ed egli appianerà i tuoi sentieri.

Proverbi 10,22

La benedizione del Signore arricchisce,
non le aggiunge nulla la fatica.

Proverbi 16,3

Affida al Signore la tua attività
e i tuoi progetti riusciranno.

Siracide 2,6

Affidati a lui ed egli ti aiuterà;
segui la via diritta e spera in lui.

Matteo 6,25-34

25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

Giovanni 15,5

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.





Medjugorje: messaggio della Madonna del 25 aprile 2008

26 04 2008

“Cari figli, anche oggi vi invito tutti a crescere nell’amore di Dio come un fiore che sente i raggi caldi della primavera. Così anche voi, figlioli, crescete nell’amore di Dio e portatelo a tutti coloro che sono lontani da Dio. Cercate la volontà di Dio e fate del bene a coloro che Dio ha messo sul vostro cammino e siate luce e gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”





BellArte

6 04 2008

Gian Marco Montesano, Il buon pastore
Olio su tela, Modena – Collezione Cattelani

L’incanto estetico dell’opera è il mezzo attraverso il quale l’uomo si avvicina a Dio; l’arte è “itinerario della mente a Dio” e “splendor veritatis”. Carlo Cattelani





Donne fatali

4 04 2008

“Esistono certi tipi di donna che sembrano create dalla natura per attirare le proiezioni dell’Anima; anzi si potrebbe quasi parlare di un ben preciso «tipo Anima». Parte indispensabile della loro dotazione è il carattere «sfingeo» e inoltre un che di ambiguo, una provocante inafferrabilità … un’indefinitezza che sembra piena di promesse, come il silenzio eloquente di una Gioconda” (Carl Gustav Jung)

“Queste vergini esangui … sono così vuote che l’uomo è libero di attribuire loro quello che vuole. Inoltre, sono così poco coscienti, che l’inconscio manda fuori innumerevoli antenne invisibili, veri e propri tentacoli, che risucchiano tutte le proiezioni maschili; e questo agli uomini fa un enorme piacere.” (Carl Gustav Jung)

“Perché, accanto alle sue idealizzazioni romantiche, Anima può anche essere vistosa, trita, banale, sterile, volgare. E gli uomini possono trascorrere ore, anni, nel nulla, con un «tipo Anima» tutto appariscenza e cicaleccio inconsistente. (…) Questo «tipo Anima» ci pone di fronte la condizione archetipica di un’anima immersa in un sopore ninfatico, né addormentata né desta, né autonomamente virginale né fedelmente congiunta, un’anima perduta e vuota, una tabula rasa. (…) Il mutuo spreco di sé in un limbo senza luce e senza profondità, rappresentano uno degli stili con cui Anima esercita la sua fascinazione e il cui senso è appunto la mancanza di senso.” (James Hillman)

“Nymphē significa ‘fanciulla pronta alle nozze’ e ‘polla d’acqua’. I due significati sono ciascuno la guaina dell’altro. Avvicinarsi a una Ninfa significa essere presi, posseduti da qualcosa, immergersi in un elemento morbido e mobile che può rivelarsi, con pari probabilità, esaltante o funesto. Socrate rivendicava con fierezza di essere un nymphólēptos, ‘catturato dalle ninfe’. Ma Hylas, amante di Eracle, fu per sempre inghiottito in uno specchio d’acqua ‘catturato dalle ninfe’. Il braccio della Ninfa che lo cingeva per baciarlo al tempo stesso ‘lo faceva affondare in mezzo al gorgo’” (Roberto Calasso)

“Per illusione intendiamo l’inganno o l’errore involontario, ma basato su un desiderio o una tendenza che porta una persona, anche senza cattiva volontà da parte sua, a considerare realtà ciò che è solo finzione, o ad attribuire alla realtà un senso o un significato che non ha. Il semplice errore si scopre con l’intelligenza e si respinge o si corregge; l’illusione tende a perseverare, a causa della tendenza più o meno cosciente che la mantiene” (Manuel Ruiz Jurado, Il discernimento spirituale)





Medjugorje: messaggio della Madonna del 2 aprile a Mirjana

3 04 2008

“Cari figli, anche oggi mentre sono con voi nel grande amore di Dio desidero chiedervi: voi siete con me? Il vostro cuore è aperto per me? Permettete che io lo purifichi col mio amore e lo prepari per mio Figlio? Figli miei, siete scelti perché nel vostro tempo una grande grazia di Dio è scesa sulla terra. Non esitate, accoglietela. Vi ringrazio”.

La Gospa ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti sacri. Quando se n’è andata dopo di Lei c’è stata una bellissima e calda luce di colore celeste.