Qualcosa sulle mie vacanze

27 08 2007

Prima tappa: Medjugorje – Festival internazionale dei giovani – dal 30 luglio al 6 agosto.

È la terza volta che vado a Medjugorje in un anno! Ogni volta una grande esperienza. Ogni volta si cresce nella fede e nell’amore verso Dio e verso gli altri. Era il Festival dei giovani: migliaia di ragazzi (ma non solo) da tutto il mondo: si parla di 40.000 persone da 59 paesi differenti. La messa cantata, la fila ai confessionali, le levatacce mattutine per salire sul Podbrdo e sul Krizevac, l’amicizia che nasce spontanea anche in grossi gruppi (eravamo 90) e quella nostalgia che senti non appena ripassi la frontiera, la voglia di tornare in una terra di pace, dove il cielo si è aperto e la nostra Madre celeste ci accoglie e ci guida.

Seconda tappa: Norvegia – Viaggio stile libero – dal 13 al 22 agosto

Prima vacanza come davvero desideravo: visitare luoghi e città, senza stare con la pancia al sole in un villaggio turistico tra animatori scoppiati e ragazzine esaurite. Paesaggi stupendi (più delle città: Oslo in primis non vale la visita), alloggi confortevoli (i mitici hytter), cucina cara (specie i panini), gente fredda (specie con gli italiani) e silenziosa, tempo piovoso, compagnia splendida, ricordo bellissimo.

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8 cose su di me

7 07 2007

Colgo l’invito di Vittorio e scrivo anch’io 8 cose che non sapete di me.

1. Tanti mi chiamano dottore, ma io non sono laureato. Ho studiato ad un istituto professionale per fare il cuoco, poi ho dato tre esami a filosofia. Per coerenza ho iniziato a lavorare nel negozio dei miei come cassiere e magazziniere.

2. Non ho studiato informatica e quel poco che faccio in HTML e altro l’ho imparato da autodidatta. Smentiti anche quelli che mi chiamano “informatico”.

3. Sono stato per tanti anni ateo, anticristiano e anticlericale. Poi l’incontro con il Signore ha cambiato la mia vita.

4. Odio il mare (quando il sole cuoce preferirei lavorare piuttosto che essere in vacanza), ma ci sono sempre andato d’estate per accontentare amici e fidanzate. Quest’anno finalmente, dopo una settimana a Medjugorje, vado in Norvegia.

5. Dal 1992 scrivo poesie che nessuno ha mai letto.

6. Odio la definizione “web 2.0”. Per me non è altro che il solito web. Solo che finalmente si comincia a capire a cosa serve.

7. L’altro mese stavo per mollare tutto e andare a fare il dipendente. Ho scritto anche un CV e l’ho pubblicato su Monster. Poi mi sono calmato.

8. Non amo particolarmente certi assunti concettuali della memetica (l’avevo scritto qui tempo fa). Però queste “8 cose” sono una chiacchierata tra amici e non una “ideavirus”. Quindi: ben vengano! Ah, dimenticavo. Non vado pazzo neanche per l’usanza, importata dai markettari americani, di mettere sempre un numero davanti ad un argomento: le 7 proprietà dello yogurt, i 5 colori della salute, le 10 regole della newsletter perfetta. Però, per lo stesso motivo, qui mi piace.

Avendo re-iniziato a bloggare da poco, il mio blogroll è piuttosto scarno. Passo il meme a Martina e Maurizio.





E tu, per chi cammini?

12 06 2007

Sto leggendo “Mandami una m@il” del mio amico padre Giuseppe Gamelli. Ho trovato questa citazione da un libro di Bruno Ferrero:

E tu per chi cammini?
Per chi sono tutti passi e gli affanni
di questa giornata?
Per chi vivi?
Puoi vivere solo per Qualcuno.
ad ogni passo, oggi, ripeti il Suo nome.
Mai avrai avuto una giornata così leggera.

Tante volte me lo domando: per chi sto camminando oggi? E le persone che ho attorno a chi offrono e dedicano i loro affanni, le loro occupazioni. Stiamo davvero vivendo per Qualcuno con la “Q” maiuscola. O per qualcosa che abbiamo fatto diventare “Qualcuno”?

Troppo spesso camminiamo per Qualcuno che non è Dio: il lavoro, la carriera, la famiglia, gli amici, i vari interessi. Senza ripetere ad ogni passo il Suo nome, senza offrire ogni cosa che facciamo alla sua Presenza.

Forse è per questo che la giornata è pesante. Arrivati alla sera sentiamo che siamo stati impegnati, che abbiamo avuto soddisfazioni professionali, ma che in fondo c’è un vuoto. Proviamo a vivere per Lui, in ogni cosa che facciamo. Non c’è bisogno di essere sacerdoti per farlo, e la nostra giornata sarà leggera.