Manbassa di libri

6 09 2007

Ieri ho trascorso la classica giornata del cittadino-integrato-scoppiato-medio, purtroppo. Dopo la mattinata in mezzo al delirio dell’operatività, pomeriggio in riunione per importanti progetti di posizionamento e impatto di nuove iniziative sul mercato (ovvero: siamo ancora convinti che cambierà qualcosa se usciamo sul quotidiano con una pagina a colori).

Rientro a casa con vena di tristezza: vuoi mica rimanere qui, senza far niente fino all’ora di cena. Niente di meglio, per riempire lo spazio-tempo rimasto, di un sano giro in libreria, pensando di distrarmi mentre procedevo (inconsciamente?) all’attività meno indicata per un vero “rientro a casa”: lo shopping compulsivo. Camuffato da elevata ricerca di spiritualità sono passato alle Paoline.

Ecco il risultato:

André Ravier – Mistica e pane quotidiano

Giovanni della Croce – La notte oscura

Paolo Curtaz – In coppia con Dio. Pagine bibliche da leggere in due

Rino Cammilleri – Nuovi consigli del diavolo custode. Per andare all’inferno senza passare dal via

Ignacio Larranaga – Itinerario verso Dio

MessaMeditazione del mese di settembre

+ un messalino di cui non ricordo il nome + 2 libri da regalare.

Finalmente un momento di vero “rientro a casa”: la Messa alla Consolata. Ultimo giro alle Gru per vedere il nuovo negozio della Fnac e rendermi conto che non avevo più voglia di comprare.

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Meritato riposo!

29 07 2007

Spengo anch’io il pc per riposarmi, finalmente, da quest’anno lavorativo.

Non trascino il portatile con me. Né, tantomento, cercherò una qualsiasi connessione a banda stretta, larga o senza fili.

Andrò qui. E poi qui.

Ultime energie impiegate per scrivere: buone vacanze! 🙂





Non basta un tavolo per una bottiglia d’acqua da 40 $

14 07 2007

Via Adrants un ironico post sullo strano mondo del lusso: un alieno in visita al pianeta Terra potrebbe trovare illogico che gli umani siano disposti a pagare per un prodotto (l’acqua) che sgorga gratis dai loro rubinetti. Se scoprisse poi che per una bottiglia d’acqua, venduta grazie ad un sedere messo a nudo, sono disposti a spendere ben 40$, non capirebbe di quanto la razza umana si sia evoluta dalla sua ultima visita.

L’acqua in questione è la Bling H2O, con tanto di store in cui acquistare chicche che superano di gran lunga la cifra citata.





8 cose su di me

7 07 2007

Colgo l’invito di Vittorio e scrivo anch’io 8 cose che non sapete di me.

1. Tanti mi chiamano dottore, ma io non sono laureato. Ho studiato ad un istituto professionale per fare il cuoco, poi ho dato tre esami a filosofia. Per coerenza ho iniziato a lavorare nel negozio dei miei come cassiere e magazziniere.

2. Non ho studiato informatica e quel poco che faccio in HTML e altro l’ho imparato da autodidatta. Smentiti anche quelli che mi chiamano “informatico”.

3. Sono stato per tanti anni ateo, anticristiano e anticlericale. Poi l’incontro con il Signore ha cambiato la mia vita.

4. Odio il mare (quando il sole cuoce preferirei lavorare piuttosto che essere in vacanza), ma ci sono sempre andato d’estate per accontentare amici e fidanzate. Quest’anno finalmente, dopo una settimana a Medjugorje, vado in Norvegia.

5. Dal 1992 scrivo poesie che nessuno ha mai letto.

6. Odio la definizione “web 2.0”. Per me non è altro che il solito web. Solo che finalmente si comincia a capire a cosa serve.

7. L’altro mese stavo per mollare tutto e andare a fare il dipendente. Ho scritto anche un CV e l’ho pubblicato su Monster. Poi mi sono calmato.

8. Non amo particolarmente certi assunti concettuali della memetica (l’avevo scritto qui tempo fa). Però queste “8 cose” sono una chiacchierata tra amici e non una “ideavirus”. Quindi: ben vengano! Ah, dimenticavo. Non vado pazzo neanche per l’usanza, importata dai markettari americani, di mettere sempre un numero davanti ad un argomento: le 7 proprietà dello yogurt, i 5 colori della salute, le 10 regole della newsletter perfetta. Però, per lo stesso motivo, qui mi piace.

Avendo re-iniziato a bloggare da poco, il mio blogroll è piuttosto scarno. Passo il meme a Martina e Maurizio.





Quanto sei appassionato al blogging?

2 07 2007

Non ho resistito a replicare il post di Vittorio su questo simpatico test.

fai anche tu il test

Il mio risultato è del 65%. Sarà che ho ripreso da poco a bloggare, ma pensavo di arrivare ad un punteggio decisamente più basso 🙂





Noreply

15 06 2007

chiocciola.jpgScriveresti una e-mail a qualcuno senza dargli la possibilità di risponderti in modo semplice, direttamente dal suo programma di posta elettronica?

Non capisco perché la cosa dovrebbe essere diversa se a scrivere è un’azienda?

Eppure sempre più spesso le e-mail commerciali e promozionali sono inviate da un account noreply, accompagnate da una scritta che di solito recita così “non rispondere a questa e-mail perché è stata inviata in modo automatico, piuttosto clicca qui e rispondi dal form web”.

Come Prontospesa per tutte le comunicazioni, dalla registrazione agli acquisti alla newsletter, c’è qualcuno che legge le eventuali e-mail quando al cliente viene in mente di cliccare sul tasto “rispondi”.

Se “i mercati sono conversazioni” cosa c’è di peggio che non incentivarle queste conversazioni?





Il cuore ha sempre ragione?

14 06 2007

Prendo spunto dallo spot dell’Alfa 159 per chiedermi se davvero il cuore abbia sempre ragione. Lo faccio con una serie di punti:

  • il primo semantico: oggi “cuore” significa sentimento, passione, in contrasto con termini quali ragione, pensiero. Si è smarrito il concetto biblico di “cuore” come intimità completa dell’uomo;
  • perché la pubblicità e la comunicazione spingono così tanto sull’aspetto emotivo e irrazionale per vendere? Forse perché è l’area più facilmente influenzabile. Quella che reagisce a stimoli superficiali e a messaggi semplici, veicolabili in pochi secondi;
  • davvero l’uomo è meno triste se segue le passioni? E non è forse il contrario? Che l’uomo di oggi è “gaudente e disperato” proprio perché rincorre passioni che non lasciano nulla se non il vuoto?
  • anche nei sentimenti il cuore ha sempre ragione? Quando si seguono i sentimenti e ci si ritrova con la persona sbagliata, il cuore aveva ragione? Non è che i sentimenti vanno vagliati e considerati alla luce di altri elementi per compiere scelte decisive come quella di stare o meno con una persona? E ancora: può essere l’affettività un aspetto sufficiente per un rapporto a due?
  • la passione non è forse passiva? Da qui è la sua origine come parola. La passione si patisce. Mi stupisce che in un’epoca in cui si esalta così tanto la libertà personale non si cerchi di essere liberi dalle passioni invece di esaltarle come toccasana della nostra esistenza;
  • per sentirsi più vivi non è meglio cercare una gioia piena e duratura piuttosto che una fuga nell’irrazionale? C’è un detto che dice che “le passioni sono le stigmate di satana”. Non è difficile quindi capire da Chi viene la vera gioia.