Essere in cammino

20 06 2007

“È da tanto tempo che sei in cammino?”. “Se non fossi in cammino questa difficoltà l’avrei superata in maniera diversa”. “Certo che essere in cammino non è sempre semplice”.

Sono frasi abbastanza comuni per chi frequenta gruppi di preghiera e movimenti cattolici. Ma cosa significa “essere in cammino”. Più che una definizione, provo a darne una visione sotto più aspetti.

  • In cammino verso Dio.
    Poiché essere in cammino vuole innanzitutto significare un “movimento verso”, un “cercare di raggiungere”, la prima precisazione del termine è che siamo in cammino verso Dio. Un cammino di avvicinamento, di incontro sempre più profondo e intenso. Un percorso che non avrà mai fine in questa vita, poiché solo al termine potremo vedere Dio faccia a faccia.
    Come si valuta da questo punto di vista la strada percorsa nel cammino? Da quanto ci siamo avvicinati a Lui, da quanto la nostra vita è trasfigurata dalla Sua vicinanza e presenza, da quanto “riflettiamo” questo esserci avvicinati.
  • Cammino di fede.
    Il cammino spirituale, che è una sequela di Cristo, inizia col credere, con l’immenso dono della fede alimentato dalla nostra volontà. La fede (come la speranza e l’amore) è una virtù che non ha misura, tocca l’infinito di Dio, e quindi si può sempre più e meglio credere (vedi il libro di don Pollano). Non c’è un termine della fede oltre il quale non si possa andare, per cui il cammino sarà un continuo perfezionamento della nostra fede, così come delle altre virtù teologali.
  • Cammino di preghiera.
    Non si cammina verso Dio senza la preghiera, che è incontro, dialogo e presenza del Signore con noi. Non c’è santo che non sia stato, a suo modo, maestro di preghiera. Non c’è trasformazione e avvicinamento a Dio che non avvenga nella preghiera, per cui valuteremo quanta strada abbiamo fatto nel cammino anche dal nostro modo di pregare, dall’intensità e dal fervore dell’orazione, ma anche dal gusto che ne traiamo, dalla facilità con cui ci accostiamo. Poiché elemento essenziale della preghierà è l’intenzionalità (l’essere tesi verso Dio), dovremo arrivare a quello che i maestri spirituali chiamano preghiera incessante. Che non è un ripetere vocale notte e giorno, ma una continuo essere rivolti a Dio, anche nelle occupazioni quotidiane e nel lavoro ordinario.
  • Cammino di conversione.
    La conversione è un cambiamento radicale per il quale una persona torna sui suoi passi per imboccare una nuova direzione. È un capovolgimento, un rovesciamento in cui il nostro essere più profondo, il nostro cuore, viene sconvolto.
    Anche in questo caso è frutto di volontà della persona, ma soprattutto della grazia divina che mai si stanca di richiamarci: dice infatti la Bibbia: “Fammi ritornare e io ritornerò” (Ger 31,18).
    La conversione non è però una volta per sempre. Possiamo ditinguere chiaramente il momento in cui cambiamo modo di vivere, ma la conversione è anche un movimento continuo, un cammino che impegna tutta la vita per rinnovarci continuamente, ogni giorno.
  • Cammino di santità.
    Siamo chiamati ad essere santi (“Questa è la volontà di Dio: la vostra santificazione”. 1Ts 4,3) anche se la parola ci fa un po’ paura. La abbiniamo alla bontà, alla moralità e ad una perfezione astratta. Mentre dovremmo avere sempre presente che non si diventa santi unicamente per un proprio sforzo, ma per l’immensa misericordia di Dio. “La santità non consiste nel fatto che l’uomo dà tutto, ma nel fatto che il Signore prende tutto”. L’uomo offre se stesso, ma è Dio che lo rende santo. In questo dobbiamo sforzarci: nel non accontentarci del minimo, ma di chiedere il massimo, di chiedere di diventare santi. Col rischio che Dio ascolti la nostra preghiera.

Ecco allora il senso di questo cammino: “Una creatura, quando conosce il fuoco di Dio, è bruciata dal bisogno di camminarci dentro, sa che Dio è infinito e che si troverà nel cuore di quell’infinito secondo la misura dei passi che ha fatto in questa terra. È come chi cammina in un deserto, sempre più avanti, o come chi veleggia sul mare, sempre più al largo”.

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One response

25 07 2007
I sogni nel cammino spirituale « Fresko

[…] chi è in cammino non stupisce questa seconda domanda. Egli sa benissimo che il Signore ci parla, si fa conoscere, […]

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