Google e l’aborto

4 10 2008

La «Rassegna Stampa» inviatami periodicamente on-line dal Centro Cattolico di Documentazione di Marina di Pisa mi informa che l’avv. Gianfranco Amato, vice presidente di Scienza & Vita di Grosseto e collaboratore di The Christian Institute (organizzazione britannica pro-life), comunica la recente vittoria in una battaglia legale intentata contro Google (il maggior motore di ricerca Internet) per il suo rifiuto di pubblicare un comunicato in tema di aborto.

La vittoria da parte del Christian Institute ha avuto risonanza in quasi tutto il mondo, fuorché in Italia. Lo scorso aprile, infatti, The Christian Institute aveva promosso un’azione legale contro Google a seguito di un rifiuto della pubblicazione su Internet del comunicato il quale riportava testualmente la seguente dizione: «Legge sull’aborto del Regno Unito: opinioni principali e notizie sulla legge da parte del Christian Institute. http://www.christian.org.uk». Google rifiutò la pubblicazione sull’assunto che la sua politica editoriale non riteneva opportuna la diffusione nei siti Internet di comunicati che «correlassero il tema dell’aborto a considerazioni di natura religiosa».

The Christian Institute incaricò i propri legali di promuovere un’azione contro Google sulla base della violazione di una legge del 2006 (Equality Act) che vieta ogni forma di discriminazione religiosa. E’ davvero paradossale, secondo Colin Hart, direttore del Christian Institute, che proprio Google, che sempre si proclama impegnato nella diffusione degli ideali di libertà di pensiero e di libero scambio di idee, abbia censurato il comunicato in questione definendolo dal «contenuto inaccettabile».

In conseguenza dell’azione giudiziaria promossa nei mesi scorsi, il gigante Google ha concluso una transazione stragiudiziale ed ha accettato di rivedere la propria posizione e pertanto ha autorizzato The Christian Institute e ogni altra associazione religiosa a pubblicare comunicati connessi alle proprie finalità associative in tema di aborto.

Via Rino Camilleri

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Padre Pio: fidanzamento, matrimonio, aborto

24 06 2007

Riporto alcune frasi tratte da un libro* di testimonanze su Padre Pio che ho letto in questi giorni. I temi sono quelli citati nel titolo di questo post.

Fidanzamento e matrimonio

  • Molte testimonianze ci dicono la premura del Padre di illuminare, attraverso consigli e richiami, i giovani che si ponevano dinanzi al progetto matrimonio. Questo per P. Pio andava inserito innanzitutto in un disegno di provvidenza che Dio ha su ciascuno dei suoi figli. Non approvava quindi la fretta di trovarsi a tutti i costi l’anima gemella.
  • Diceva il Santo a L. P.: “Ti devi mettere in mente che il Signore ti vuole bene più di quanto tu non vuoi a te stessa. Se vuole che tu prenda la via del matrimonio, sa dove abiti e ti verrà a cercare”.
  • Il Padre, che naturalmente non ammetteva il coinvolgimento passionale dei rapporti prematrimoniali, aveva ammonito: “Andateci piano, non trascendete in modo che, se il Signore non vi avesse fatto l’uno per l’altro, non abbiate a soffrirne”.
  • Il Padre metteva la preghiera al primo posto per la preparazione del matrimonio, ma anche per la sua custodia. Una giovane signora si confessò da lui nel 1962. Terminata l’accusa dei peccati, P. Pio le assegnò la penitenza e poi le disse: “Devi chiuderti nel silenzio della preghiera e salverai il tuo matrimonio”.
  • Una cosa che faceva soffrire il cuore di padre del nostro Santo era la rottura del vincolo matrimoniale mediante il divorzio, contro il quale si scagliava con violenza inaudita. Diceva: “Il divorzio è il passaporto per l’inferno”. Troppa importanza egli dava all’istituto della famiglia per ammetterne tanto facilmente il naufragio.

Aborto

  • “Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore”.
  • “Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un’abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini”.

* P. Marcellino IasenzaNiro, Il Padre San Pio da Pietralcina – La missione di salvare le anime – Testimonianze