I sogni nel cammino spirituale

25 07 2007

Prendo il titolo di questo post dall’omonimo libro di Anselm Grün, che fin dalla prima pagina afferma che «per gli antichi il sogno era il luogo da cui Dio ci parla».

Mi sono interrogato spesso, in questi ultimi mesi, su questo argomento, su cui tra l’altro non abbonda di certo la letteratura in proposito. Il mio interrogarmi è stato guidato da necessità reali di capire il significato di sogni effettivamente avuti. Ma anche, e soprattutto, di sapere se queste indicazioni provenivano dall’alto, se era il Signore a parlarmi in questi sogni.

Per chi è in cammino non stupisce questa seconda domanda. Egli sa benissimo che il Signore ci parla, si fa conoscere, entra in contatto con noi in tanti modi:

1. mediante la Parola: il cristianesimo non è una religione del libro, ma della Parola, con la lettera maiuscola. La Parola è Dio stesso che si rivela attraverso l’azione dello Spirito Santo, che la fa comprendere al cuore dell’uomo. La Sacra Scrittura è uno dei modi privilegiati con cui Dio parla al cuore dell’uomo.
2. attraverso gli altri: Dio ci parla anche per mezzo degli altri: testimoni della loro fede con la loro vita e le loro opere. Spesso parla anche attraverso persone che non sono credenti, ma che in quel contesto Dio utilizza come strumenti della sua parola.
3. attraverso i fatti e gli avvenimenti della vita: Dio agisce concretamente, realmente, in modo creativo e autonomo nella storia del mondo e dell’uomo. Dietro ogni fatto personale o del mondo possiamo scorgere la mano di Dio (un fallimento, una malattia, una gioia, un incontro, etc.). In ambiente francescano esiste un detto che suona così: “Il caso è la firma di Dio quando vuole restare anonimo”.
4. dall’interno: attraverso la nostra coscienza, moti dell’animo, desideri, visioni, sogni, pensieri non determinati dalla nostra volontà (strumento questo che usano anche Satana e i suoi demoni).

Mi era capitato in passato di avere dei sogni che si presentavano come un avviso, gratuito e benedetto, tale da mettermi in guardia su alcune situazioni. Stavolta, però, le condizioni esterne e le strutture dei sogni erano più complesse: alcuni di questi facevano pensare ad un consiglio di Dio, tanti altri sembravano fatti apposta per spaventarmi.

Ho chiesto aiuto al coordinatore di un gruppo di preghiera, senza entrare nel merito dei miei sogni. Mi ha risposto che aveva frequentato un piccolo corso sull’argomento e che in quella sede avevano parlato di tre tipi di sogni: quelli profetici (che vengono da Dio), quelli di “messa a terra” (che vengono dalla nostra psiche) e quelli di disturbo (che vengono dai demoni).

Nel suo libro Grün parla dei sogni avuti da tanti personaggi biblici (da Giacobbe, a Samuele, a Giuseppe di Nazaret) e di come nella chiesa delle origini si attribuiva al sogno una funzione positiva. Quello su cui non concordo, e che mi lascia perplesso, è il tentativo di un’interpretazione spirituale (simile a quella psicologica) dei sogni. Trovo questo approccio pericoloso e fuorviante se per prima cosa non si è appurato che in quel sogno è stato davvero Dio a parlarci. Non credo, inoltre, che il Signore utilizzi messaggi cifrati nascosti dietro immagini criptiche (che un cane indichi le nostre paure, etc.): mi sembra che nella Bibbia i messaggi di Dio nei sogni fossero chiari, diretti e senza dubbi sul mittente.

Mi ritrovavo in crisi su come interpretare questi sogni e, alla fine, come sempre, ho seguito le indicazioni della Bibbia, evitando di occupare invano la mia mente, sicuro che il Signore avrebbe usato un altro medium visto che questo era già troppo intasato:

«Speranze vane e fallaci sono proprie dell’uomo insensato,
i sogni danno le ali agli stolti.
Come uno che afferra le ombre e insegue il vento,
così chi si appoggia ai sogni.
Questo dopo quello: tale la visione di sogni,
di fronte a un volto l’immagine di un volto.
Dall’impuro che cosa potrà uscire di puro?
E dal falso che cosa potrà uscire di vero?
Oracoli, auspici e sogni sono cose vane,
come vaneggia la mente di una donna in doglie.
Se non sono inviati dall’Altissimo in una sua visita,
non permettere che se ne occupi la tua mente.
I sogni hanno indotto molti in errore,
hanno deviato quanti avevano in essi sperato.»
(Siracide 34, 1-7)

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