Donne fatali

4 04 2008

“Esistono certi tipi di donna che sembrano create dalla natura per attirare le proiezioni dell’Anima; anzi si potrebbe quasi parlare di un ben preciso «tipo Anima». Parte indispensabile della loro dotazione è il carattere «sfingeo» e inoltre un che di ambiguo, una provocante inafferrabilità … un’indefinitezza che sembra piena di promesse, come il silenzio eloquente di una Gioconda” (Carl Gustav Jung)

“Queste vergini esangui … sono così vuote che l’uomo è libero di attribuire loro quello che vuole. Inoltre, sono così poco coscienti, che l’inconscio manda fuori innumerevoli antenne invisibili, veri e propri tentacoli, che risucchiano tutte le proiezioni maschili; e questo agli uomini fa un enorme piacere.” (Carl Gustav Jung)

“Perché, accanto alle sue idealizzazioni romantiche, Anima può anche essere vistosa, trita, banale, sterile, volgare. E gli uomini possono trascorrere ore, anni, nel nulla, con un «tipo Anima» tutto appariscenza e cicaleccio inconsistente. (…) Questo «tipo Anima» ci pone di fronte la condizione archetipica di un’anima immersa in un sopore ninfatico, né addormentata né desta, né autonomamente virginale né fedelmente congiunta, un’anima perduta e vuota, una tabula rasa. (…) Il mutuo spreco di sé in un limbo senza luce e senza profondità, rappresentano uno degli stili con cui Anima esercita la sua fascinazione e il cui senso è appunto la mancanza di senso.” (James Hillman)

“Nymphē significa ‘fanciulla pronta alle nozze’ e ‘polla d’acqua’. I due significati sono ciascuno la guaina dell’altro. Avvicinarsi a una Ninfa significa essere presi, posseduti da qualcosa, immergersi in un elemento morbido e mobile che può rivelarsi, con pari probabilità, esaltante o funesto. Socrate rivendicava con fierezza di essere un nymphólēptos, ‘catturato dalle ninfe’. Ma Hylas, amante di Eracle, fu per sempre inghiottito in uno specchio d’acqua ‘catturato dalle ninfe’. Il braccio della Ninfa che lo cingeva per baciarlo al tempo stesso ‘lo faceva affondare in mezzo al gorgo’” (Roberto Calasso)

“Per illusione intendiamo l’inganno o l’errore involontario, ma basato su un desiderio o una tendenza che porta una persona, anche senza cattiva volontà da parte sua, a considerare realtà ciò che è solo finzione, o ad attribuire alla realtà un senso o un significato che non ha. Il semplice errore si scopre con l’intelligenza e si respinge o si corregge; l’illusione tende a perseverare, a causa della tendenza più o meno cosciente che la mantiene” (Manuel Ruiz Jurado, Il discernimento spirituale)

Annunci