Ho conosciuto la grinta e la fede trascinante di Daniel-Ange alla convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito di quest’anno. In questi giorni sto leggendo un suo libro su Teresa di Lisieux, una serie di meditazioni sulla sua vita e santità.
C’è un passo che mi ha fatto nuovamente riflettere sulla dinamica tra ascesi e grazia. Troppo spesso crediamo di dover crescere nel cammino spirituale con sforzi e forze che cerchiamo di attingere (titanicamente) dalle nostre riserve. La verità è che senza intervento di Dio non possiamo fare niente. Come scrive Panikkar: “La mia perfezione è cosa più sua (di Dio) che mia. Il mio lavoro si riduce a non porgli ostacoli, a non disturbarlo, a lasciarlo fare, a dirgli di sì – come Maria. (…) Non si deve certamente cadere in un quietismo orgoglioso, ma nemmeno in un attivismo ingenuo”.
Teresa insegna alla perfezione questa via:
«Se egli è così, allora non si tratta tanto di amare quanto piuttosto di lasciarsi amare (cosa ben più difficile); non tanto di dare quanto di accettarsi. Ossia riceverci dalle sue mani come egli vuole che siamo, come ci vede già nella gloria.
Riflettiamo su questo sguardo anticipatore di Dio!
Teresa, perciò, oserà dire: “Non c’è bisogno di crescere. Devo cercare di restare piccola… Mi rallegro di essere povera; desidero divenirlo ogni giorno di più… Trovo la mia gioia nel vedermi imperfetta”.
Due frasi folgoranti:
“Non avendo niente riceverò tutto da Dio”.
“È Gesù che fa tutto, io non faccio niente”.»


“Cari figli, anche oggi vi invito alla conversione. Che la vostra vita, figlioli, sia riflesso della bontà di Dio e non dell’odio e dell’infedeltà. Pregate, figlioli, affinché per voi la preghiera diventi vita. Così scoprirete nella vostra vita la pace e la gioia che Dio dà a quelli che sono col cuore aperto verso il Suo amore. E voi che siete lontani dalla misericordia di Dio convertitevi, affinché Dio non diventi sordo alle vostre preghiere e non sia tardi per voi. Perciò, in questo tempo di grazia, convertitevi e mettete Dio al primo posto nella vostra vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
«Cari figli, oggi guardo nei vostri cuori e, guardandoli, il mio cuore si stringe nel dolore. Figli miei, vi chiedo amore incondizionato e puro verso Dio. Saprete di essere sulla retta via quando con il corpo sarete sulla terra ma con l’anima sempre con Dio. Attraverso questo amore incondizionato e puro vedrete mio Figlio in ogni uomo. Sentirete l’unione in Dio. Io come Madre sarò felice perché avrò i vostri cuori santi e uniti. Cari figli, avrò la vostra salvezza. Vi ringrazio.»